Bruno Giussani - Articles on Politics and Society
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Camminando sotto i "Cancelli"
Visita alla più grande installazione artistica mai realizzata: i "Gates" di Christo e Jeanne-Claude al Central Park di New York.
di Bruno Giussani
26 febbraio 2005
New York è una città di marciapiedi e pedoni. Di folle che si muovono a piedi, veloci e nervose, guidate dalle luci bianche e rosse dei passaggi pedonali che dicono "walk" e "don't walk" e dall'istinto che detta i piccoli aggiustamenti di traiettoria per evitare di scontrarsi con chi cammina in senso opposto. E' un'immagine classica e inconfondibile anche per chi a New York non c'è mai stato: per averla vista e rivista in un numero infinito di film. New York è la città più "camminata" al mondo.
Martedì ero a New York per lavoro e durante una pausa sono andato a passeggio in Central Park per vedere i "Cancelli" ("Gates") degli artisti Christo e Jeanne-Claude. E sono rimasto sorpreso: non avevo mai visto tanti newyorkesi camminare così lentamente, assorti nella contemplazione dell'opera, parlando quasi sottovoce, e con in volto espressioni genuinamente felici. Il contrasto con l'impazienza e l'ostilità latente dei pedoni sui marciapiedi non poteva essere più marcato.
I "Cancelli" sono la più grande installazione artistica mai realizzata a New York - e quindi probabilmente al mondo. Sono 7532 portali di vinile color arancio, alti cinque metri, che sono stati posati due settimane fa lungo 37 chilometri di sentieri in Central Park. Dai portali pendono tele di nylon dello stesso colore. Il vento le fa danzare, la luce del sole ci gioca, e la loro precisione euclidea, il loro formalismo, contrastano con le curve sinuose delle colline e dei sentieri del grande parco al centro di Manhattan, con gli spogli rami degli alberi d'inverno, e con la giungla di cemento rivelata dai grattacieli sullo sfondo.

Veduta dei "Cancelli" a Central Park
(Foto Wolfgang Volz/Christo)
L'opera è una grandiosa alterazione di uno spazio pubblico che persino i due artisti riconoscono essere "senza utilità, senza messaggio, senza scopo alcuno se non quello di creare meraviglia e gioia". L'arte di Christo si propone di cambiare il modo in cui vediamo il mondo - ma non è il ruolo di tutta l'arte? - e anche se Central Park è meraviglioso com'è, camminando sotto i sipari arancioni si può avere l'impressione di essere su un cammino processionale, sotto un "cielo" dai riflessi caldi e rassicuranti, presi dalla meraviglia e portati al sorriso. I "Cancelli" non si possono veramente spiegare: li si possono solo sperimentare nello spazio fisico (o meglio si poteva, perchè saranno rimossi stasera; Christo crede nella "necessità che l'arte sia effimera").
Christo e Jeanne-Claude occupano uno spazio particolare nell'arte contemporanea. Hanno entrambi 69 anni. Bulgaro lui (Christo è il suo vero nome), francese lei, collaborano da oltre quarant'anni e hanno costruito la loro fama "circondando" con immensi tessuti rosa undici isole della Florida nel 1983 e poi "impacchettando" nel 1985 il Pont-Neuf a Parigi (in giallo) e nel 1995 il Reichstag a Berlino (argento). In precedenza avevano "impacchettato" alberi in Svizzera, sculture a Milano, e altro. Per la loro natura queste opere monumentali e populiste suscitano controversie: ciò spiega che ci siano voluti 26 anni per ottenere le autorizzazioni per i "Cancelli".
Questa essendo New York, mecca dell'industria pubblicitaria, dove ogni superficie anche microscopica porta uno slogan o il logo di uno sponsor, un'altra cosa sorprende: Christo ha appeso in pieno centro città centomila metri quadrati di nylon puramente arancione, "vergine", senza marchi di nessun tipo. I "Cancelli" sono stati interamente finanziati (21 milioni di dollari) dall'artista, attraverso la vendita di schizzi, dipinti e litografie. A New York, anno 2005, anche questa è una performance artistica.
(copyright 2005 Bruno Giussani)
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