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Storia di @. L'origine della "chiocciola" e altre poco note vicende dell'Internet

Recensioni e altri articoli

Fra i misteri affascinanti di Internet

di Gianenrico Martini, Corriere del Ticino, 3 aprile 2003

Che cosa avvicina le moderne tecnologie, Internet e la posta elettronica all'invenzione della stampa a caratteri mobili? Che cosa ci fa una carta antica del porto di Venezia ad aprire, in copertina, un libro dedicato all'Internet? Come si pronuncia il titolo di questo Storia di @, libro di Bruno Giussani che la casa editrice Messaggi Brevi di Bellinzona manda in libreria proprio oggi?

@ è simbolo ambiguo e misterioso: chiunque si sia trovato di fronte alla probabile necessità di dichiarare il proprio indirizzo e-mail a un interlocutore, potrà dire dell'imbarazzo che ci prende quando raggiungiamo la posizione mediana dello stesso. C'è chi non ha vergogna di dire "chiocciolina", chi dice "at" all'inglese ma non sempre è compreso in prima battuta; c'è, poi, chi disegna cerchietti a mezz'aria con le dita, confidando nel fatto che il destinatario del messaggio sappia dell'imbarazzo e, soprattutto, della convenzionale esistenza del simbolo.

La storia di @

La difficoltà, evidente, di mettersi d'accordo su come si pronuncia @ viene dalla natura stessa di questo simbolo, che resta, per molti versi, ancora ignota. A pagina 28, Bruno Giussani elenca una quarantina di varianti della sua denominazione, a seconda del sistema linguistico in cui viene pronunciata: si va dall'afrikaans al finnico, dal bielorusso al rumeno, dall'ebraico all'ungherese, dal bulgaro all'esperanto. Molte sono le metafore legate al mondo animale: la scimmia, il cagnolino, il maiale, il gatto hanno prestato loro forme alla denominazione del simbolo; ma si ricorre anche alle aringhe, al topolino, o addirittura ai dolci arrotolati (in Spagnolo e in svedese) o alle rose (in turco).


Storia di @ Cover

Si sa di certo che, nel suo significato attuale, @ fu adottato già all'inizio degli anni Settanta dall'inventore della posta elettronica Ray Tomlison, in modo quasi del tutto casuale ma con una motivazione precisa (la citazione rinvia a pagina 25 del libro di Giussani): "guardai la tastiera del computer per cercare un segno che non apparisse in nessun nome e non potesse quindi creare confusione", da usare, negli indirizzi elettronici, per separare il nome dell'utente dal nome del computer dove spedire il messaggio.

Rimane da spiegare che cosa ci faceva quel simbolo sulla tastiera del computer di Tomlison. Le spiegazioni fornite da Giussani sono tre: da un lato potrebbe trattarsi di un segno creato dai monaci copisti medievali per rendere in modo più economico la preposizione-avverbio ad; però potrebbe anche trattarsi di simbolo settecentesco, di uso commerciale e con la funzione di indicare il prezzo di qualcosa; alcuni documenti veneziani del Cinquecento (ecco che cosa ci fa la carta di Venezia in copertina a questo libro) la porterebbero infine come indicazione di un'unità di misura e di quantità e in questa forma sarebbe arrivata, nella seconda metà dell'Ottocento, sulle tastiere delle prime macchine da scrivere.

Le altre storie

Ma altre vicende sono contenute in questo libro di Giussani. Tutte storie che incrociano l'osservazione interessata e intelligente delle nuove tecnologie con lo scenario storico e culturale. Il lettore non troverà - lo si dice del resto già nell'introduzione ai testi - le indicazioni su come si usa la posta elettronica o come si programmano i linguaggi che fanno funzionare l'Internet. Quello che Giussani cerca qui con successo di fare è di inserire il particolare momento comunicativo che stiamo cavalcando nella più ampia e diversificata storia della comunicazione tra uomini, individuando punti di contatto con le grandi tappe del passato e cercando di sistematizzare le caratteristiche dello stadio attuale.

Il libro contiene per esempio il tentativo di spiegare che cosa lega l'avvento di Internet e della sua inusuale massa di dati con l'invenzione della stampa a caratteri mobili, dimostrando che i punti di contatto stanno da un lato nell'incremento, comune ai due momenti, di produzione di comunicazione e dall'altro in una concezione più 'frammentata e componibile' del messaggio: non più frasi intere, ma singole lettere dell'alfabeto, combinabili e ricombinabili a formare un messaggio potenzialmente infinito. E' il primo passaggio dall'analogico al digitale, dal continuo al discreto; il primo di una serie che ha un continuatore attuale nell'avvento, di questi anni, del digitale elettronico.

Il "Times" e Babelfish

Ma questo cambiamento non è certo isolato ed episodico. Altre evoluzioni riguardano spazi e tempi della comunicazione. "Per migliaia di anni - dice ancora Giussani -, praticamente da Giulio Cesare a George Washington, la velocità massima dell'informazione fu quella di un cavallo lanciato al galoppo". Fino alla metà dell'Ottocento il "Times" di Londra aveva l'abitudine di pubblicare, in occasione della partenza delle navi per la guerra, notizie approfondite sulla forma della missione e sulle risorse belliche messe in atto; notizie che, tanto, non avrebbero mai potuto precedere la nave stessa e giungere prima di lei nelle mani del nemico.

Storia di @ - si sarà ormai ampiamente capito - è quindi una serie di ragionamenti 'umanistici' sulla comunicazione, sui suoi modi e sulle sue tecnologie, nelle forme più remote come in quelle più aggiornate. Qui rientreranno per esempio le considerazioni sugli aspetti curiosi dei traduttori elettronici che si trovano nella Rete. Provate a tradurre "in inglese, italiano, inglese, francese, inglese, portoghese, inglese, italiano (in sequenza)" l'incipit della Divina Commedia: otterrete la frase "Nei sensi del mondo della nostra vita, ho ritrovato ancora per scuri i trivelli". Il gioco è, forse, già noto; i risultati continuano ancora a farci sorridere e magari anche a farci riflettere.

Ulteriori storie di questo bel libro di Bruno Giussani racconteranno di costume e struttura dei messaggi brevi telefonici, della comunicazione dell'Undici Settembre e, in un'intera sezione, intitolata "Soldi", di incursioni nel particolare mondo dell'economia della Rete o nella Rete. Il tutto, puntualmente, con il piglio dell'umanista, che percorre tra le righe tutto il libro.

Gli episodi di Giussani assumono spesso i contorni e la vocazione della parabola. E' possibile che gran parte delle sottolineature e delle astrazioni che l'autore ci invita a fare con il suo libro siano quelle che caratterizzano, in generale, la contemporaneità. E in questo senso questa raccolta rappresenta un bilancio e un viatico per il comunicatore di oggi; una sorta di 'diario di bordo' che lo inviti a fermarsi un attimo a ragionare a proposito della sua produzione fondamentale, la parola trasmessa nel tempo e nello spazio.



Qualche "messaggio breve" ai naviganti

La Casa Editrice Messaggi Brevi è nata un paio di anni fa e propone un piccolo catalogo di sei pubblicazioni in due collane. Nella collana "Accordi", una raccolta di facezie della valle Bedretto registrate e commentate dallo scrittore Giovanni Orelli, un saggio sul rapporto tra pubblico e privato nella scuola di Daniele Besomi, una serie di brevi testi sull'economia di Silvano Toppi e Storia di @. L'origine della "chiocciola" e altre poco note vicende dell'Internet di Bruno Giussani, in libreria da oggi. Accanto alla collana maggiore, Messaggi Brevi propone una sede per scrittori e saggisti esordienti; si chiama "Scriptorium" e conta due volumi: uno uscito lo scorso anno è una serie di cinque interviste ad altrettanti scrittori della Svizzera tedesca, curata dalla giornalista Simona Sala; l'altro, in preparazione, è una raccolta di poesie di Lupita Avilés Truaisch e la sua pubblicazione è prevista entro la fine del mese di aprile.
Lo spirito di questa impresa editoriale è quello di fornire piccole pubblicazioni di qualità sia dal punto di vista dei contenuti che da quello della forma editoriale e dei materiali. Le scelte editoriali e la loro elaborazione sono curate da Chiara Orelli e Stefano Vassere. L'impostazione grafica è affidata a Chris Carpi, quella tipografica a Fernando Jam.
Durante la presentazione, i responsabili editoriali e l'autore hanno messo in luce il fatto che Storia di @ è un buon esempio di operazione editoriale le cui attività (fornitura dei testi, discussione degli stessi, correzione delle bozze, proposte grafiche e di copertina all'autore) sono state gestite interamente facendo ricorso al computer, alla posta elettronica e alle nuove tecnologie di comunicazione.
I libri della Messaggi Brevi sono disponibili nelle librerie del Cantone.

(Copyright CdT 2003)
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